BENDIK KALTENBORN – Sorry

disegni, fumetti, illustrazioni

2 /23 marzo 2012

inaugurazione sabato 3 marzo ore 19

Fumetti che ti vogliono bene

Cinque minuti prima che il sole s’incendiasse, un monaco percorreva la sua superficie ghiacciata con una pentola in mano. Una specie di bolide che attraversava in quel momento il deserto solare, incappando nel monaco e pensando che tra le sue mani nascondesse l’urna con le ceneri del re, fece cadere la pentola e la minestra contenuta si rovesciò al suolo. Il monaco si chinò per leccarla, sperando che fosse ancora calda. Fu così che la minestra prese fuoco, e con lei il monaco e tutta quella valle ghiacciata dove l’incidente era accaduto. Il sole aveva cominciato a bruciare. Conoscevo Bendik e i Dongery già da diverso tempo, ma fu solo dopo la lettura di Emergency on the sun, fumetto di una pagina realizzato nel 2006 per Kuti Kuti e poi raccolto nel volume Serier som vil deg vel (Fumetti che ti vogliono bene), che misi a fuoco cosa quel gruppo stava facendo: non era ironia né comicità – o almeno non solo. Era il nonsense, da Lewis Carroll in poi lo strumento più efficace per inventare una storia di sana pianta. Un sistema di narrazione che possiede simboli e regole a sé, non universalmente condivise. Sopprimendo metodicamente il nesso causa effetto o la punch line e sostituendoli con frammenti estranei,  i ritmi della comicità e della narrazione si stravolgono e le figure che ne derivano si illuminano di significati sconosciuti, inediti. Nel fumetto, ed in particolare nella strip, la figura del nonsense deflagra in maniera ancora più micidiale che in altre arti. Se il gioco di parole apre un’enigma, il disegno in un certo senso lo eleva a potenza. E in particolare quello di Bendik, disinvoltamente raffinato, figlio dell’eleganza e della pulizia della grafica scandinava anni ’50, ma mai privo di una certa cialtronaggine, ingrediente fondamentale per chi si vuole divertire. Insieme a Bendik e Kristoffer, Flu, Sindre, mi sono infatti divertito molto. Ricordo delle session di disegno al bar tracannando litri di birra: la gara non era a chi disegnava meglio ma a chi aggiungeva il particolare più sbagliato, il pezzo più inaspettato. Una volta abbiamo finito alle 7 di mattina. Per forza che dopo i fumetti ti vogliono bene. (Manuele Fior)

Comics that love you

Five minutes before the sun burnt out, the monk was walking down its frozen surface carrying a pot in his hands. Some kind of high powered vehicle was crossing the solar desert, coming across the monk thinking that he was hiding in his hands the king’s cinerary urn. He dropped the pot, and the soup contained in there spread on the ground. The monk bent over to lick it, hoping it wasn’t still hot. That’s when the soup cought fire, and with it the monk itself, and all the frozen valley where the accident took place. The sun started to burn. I already knew Bendik and the Dongery since long ago, but it was only after reading Emergency on the sun, a one page comic produced in 2006 for Kuti Kuti and then collected in the volume Serier som vil deg vel (Comics that love you), that I realized what that collective was really doing: it wasn’t irony, nor even comedy – at least not only. It was the nonsense, the most efficient device to create a story since Lewis Carroll. A narrative device that has its own peculiar symbols and rules, not universally shared. By methodically suppressing the cause-effect nexus, or the punch line, and replacing them with external fragments, the rhythms of comedy and storytelling are twisted, and the resulting shapes are enlightened by unknown, original meanings. In comics, and especially in comic strips, the figure of nonsense blows up in an even more impressive way then in other forms of art. If the play on words can unfold an enigma, the drawing in some way can elevate its power. And in particular, the confidently refined Bendik’s drawing, which is a creature of 50’s scandinavian graphic style, but never without a certain roguery, an essential ingredient for anyone who wants to have fun. Along with Bendik, Kristoffer, Flu, and Sindre, I actually had a lot of fun. I remember drawing sessions at the bar drinking lots of beer: the challenge was not about creating the best drawing, but about adding the worst detail, or the most unexpected part. I remember that one time we finished at seven in the morning. Then, no wonder comics love you! (Manuele Fior) English Text: Valerio Stivé

Bendik Kaltenborn nasce a Oslo nel 1980. Studia grafica e comunicazione presso la Konstfack University College of Arts di Stoccolma e la Oslo National Academy of the Arts. Le sue opere vengono pubblicate sulle principali riviste internazionali di fumetto e illustrazione, come “Kuti Kuti” (FIN), “Bile Noire” (CH), “The Drama” (USA), “Swindle Magazine” (USA), “Strapazin” (CH), “Stipburger” (SLO), “Glömp” (FIN) e “Kuš!” (LAT). Fa parte del collettivo di fumettisti Dongery e No Comprendo Press. Ha partecipato ad esposizioni in Giappone, Stati Uniti, Svezia, Norvegia, Polonia, Olanda. www.benkalt.no

Bendik Kaltenborn was born in Oslo in 1980. He studied graphic design and communication at Konstfack University College of Arts in Stockholm and at the Olso National Academy of the Arts. His work has been published in international comic and illustration magazines such as “Kuti Kuti” (FIN), “Bile Noise” (CH), “The Drama” (USA), “Swindle Magazine” (USA), “Strapazin” (CH), “Stipburger” (SLO), “Glömp” (FIN) and “Kuš!” (LAT). He is part of Dongery, a cartoonist collective, and No Comprendo Press. He has taken part in exhibitions in Japan, the United States, Sweden, Norway, Poland and the Netherlands. www.benkalt.no

1 commento »

  1. [...] del fitto calendario del festival del fumetto a Bologna. Lo Studio RAM nello spazio espositivo RAM Hotel ospiterà l’autore norvegese Bendik Kaltenborn ed ha già pronto il catalogo della [...]

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Bersecchi

bersecchi

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20 NOVEMBRE ~ 4 DICEMBRE, RAM HOTEL

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